lunedì 30 gennaio 2012

E' MORTO OSCAR LUIGI SCALFARO

         Oscar Luigi Scalfaro, 9 settembre 1918 - 29 gennaio 2012.

Già magistrato, membro dell'assemblea costituente, parlamentare, presidente della Camera e del Senato, Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999, senatore a vita.
     
Se ne è andato un un Uomo di grande statura etica, strenuo difensore delle istituzioni,  baluardo della nostra costituzione, dell'indipendenza della magistratura, della legalità e della democrazia.

        Il suo messaggio ai giovani: non arrendetevi mai!

         Una sua frase: “…chi nega la verità conosciuta esclude ogni possibilità di dialogo…”

venerdì 27 gennaio 2012

27 gennaio GIORNATA DELLA MEMORIA


Prima vennero e portarono via gli zingari: io fui contento perchè rubacchiavano…

Poi vennero e portarono via gli omosessuali: fui sollevato perchè mi erano fastidiosi…

Poi vennero e portarono via i comunisti: non dissi nulla, perchè pensavo fossero sovversivi…

Poi vennero e portarono via i socialdemocratici: rimasi in silenzio, perchè non ero socialdemocratico…

Poi vennero e portarono via gli ebrei: stetti zitto perchè mi stavano un po’ antipatici…


 
Infine vennero e portarono via me: purtroppo non era rimasto nessuno a protestare.
Bertolt Brecht
Martin Niemoller, pastore luterano
… chi non si oppone ad un comportamento violento o peggio lo copre, favorisce l’instaurazione di sistemi totalitari e dittatoriali…

martedì 7 giugno 2011

I 4 REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011

Il 12 e 13 giugno si svolge il referendum per l’abrogazione di quattro disposizioni di legge. Si vota domenica dalle 8.00 alle 22.00 e lunedì dalle 7.00 alle 15.00. Bisogna presentarsi al seggio con un documento d’identità valido e la tessera elettorale.


I quattro quesiti proposti riguardano:
Referendum 1
Argomento: privatizzazione della gestione dell’acqua (scheda rossa)
Proposta di abrogazione delle modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. 
Quesito:
Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria", convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante "Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia", e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante "Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea", convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?"

Referendum 2
Argomento: tariffe dell’acqua (scheda gialla)
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Proposta di abrogazione parziale di norma.
Quesito
"Volete Voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?" 

Referendum 3
Argomento: energia nucleare (scheda grigia)
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme.
La Corte Costituzionale deve decidere se il quesito è ammissibile al referendum.
Quesito
"Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti:
art. 7, comma 1, lettera d): realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare ...


Referendum 4
Argomento: leggittimo impedimento (scheda verde chiaro)
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.
Quesito
"Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010 n. 51, recante Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?"

domenica 22 maggio 2011

PISAPIA sul blog di Marco Bracconi

21
mag
2011

L’uomo nero della politica


Se vince quello arrivano i froci e i transessuali. Se vince quell’altro la città sarà preda di zingari e terroristi. Con il terzo musulmani e altri negri invaderanno le nostre chiese.
Sarà la paura che fa novanta, ma il livello della propaganda elettorale del Pdl si è inabissato in una  preoccupante spirale regressiva.
Elettori trattati come bambini piccoli, in qualche asilo dei presunti orrori, terrorizzati dall’uomo nero.
Ogni giorno, nelle aule mediatiche allestite per l’occasione, i maestrini moderati spengono la luce e additano ai votanti in grembiule gli enormi pericoli che li attendono se non intendono marciare ordinatamente e in fila per due.  
Chissà se i giovanardi, i gasparri e i berlusconi educherebbero mai così i propri figli.
Forse sì, e questo è ancora più preoccupante.

 

17
mag
2011

La lezione Pisapia


Il voto di Milano dice tante cose. Per esempio che il Pdl ha sbagliato alla grande. Ha sbagliato completamente mira su Pisapia, indicandolo come amico di terroristi. Ha sbagliato a confermare la Moratti, candidato che aveva perso appeal. Ha sbagliato ad estremizzare la campagna puntando ai giudici e sul Colle, in una città sostanzialmente moderata.
Il voto di Milano dice anche che un pezzo del Paese prima berlusconiano è stanco e deluso dal premier, dalle sue leggi ad personam, dai festini di Arcore,  dalle barzellette idiote, dalla politica ridotta a propaganda.
Il voto di Milano dice anche che il centrosinistra può vincere. Che l’opposizione ha bisogno di credere più in se stessa. Che l’opinione pubblica, nemmeno quella orientata a destra, non è affatto imbambolata e immobile. La si può convincere, e addirittura conquistare.
Ma il voto di Milano dice anche un’altra cosa. Una piccola cosa, nell’inevitabile stordimento provocato dalla bella sorpresa. Piccola ma istruttiva, soprattutto a futura memoria.
Con Boeri,  probabilmente, la Moratti sarebbe stata avanti. E il Pd, oggi, non può far finta di non saperlo. Il successo parziale – ma clamoroso – di Pisapia insegna che per sfondare al centro conta la credibilità politica, lo spessore professionale, la simpatia umana.
Non è necessario, non sempre, e non comunque,  fare ammenda della propria storia.

venerdì 22 aprile 2011

VOGLIONO CANCELLARE I REFERENDUM SU NUCLEARE E ACQUA-FERMIAMOLI!

Referendum: Bonelli, Dopo Nucleare Governo Attacca Anche Acqua

 

(ASCA) - Roma, 21 apr - ''Dopo il nucleare il governo sta lavorando ad un provvedimento legislativo per far decadere anche il referendum contro la privatizzazione dell'acqua, come confermano le dichiarazioni del sottosegretario Saglia e quelle del ministro Romani''. Lo denuncia il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: ''E' in atto un gravissimo esproprio di democrazia e dei diritti che la Costituzione assegna ai cittadini attraverso lo strumento del referendum. Il governo sta rubando agli italiani il diritto di esprimersi direttamente su due questioni -acqua pubblica e nucleare- vitali per il futuro del Paese''. ''Mai nella storia della repubblica e' accaduto che si approvassero strumentalmente e in modo truffaldino provvedimenti che hanno come unico scopo quello di far saltare i referendum -prosegue il leader ecologista-. Acqua e Nucleare hanno un valore di oltre 100 miliardi di euro che le grandi multinazionali dell'energia e dell'acqua intendono spartirsi prelevandoli dalle tasche dei cittadinI''. ''Si tratta di un fatto gravissimo e per questa ragione ci appelliamo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinche' sia garantito il diritto al voto chiesto da oltre 2 milioni di italiani, a partire dal nucleare -conclude Bonelli-. L'approvazione di norme strumentali che hanno come obiettivo l'esproprio del diritto al referendum non fanno venir meno l'esigenza di svolgere le consultazioni popolari''.

mercoledì 20 aprile 2011

Sto con il presidente Napolitano

9 maggio, Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi
Il presidente della Repubblica dopo i manifesti affissi a Milano: “Intollerabile offesa”

Ricordiamo chi ha pagato con la vita
la lealtà alle istituzioni repubblicane

Il testo della lettera del presidente Giorgio Napolitano al vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti

Il prossimo 9 maggio si celebrerà al Quirinale il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi
di tale matrice. Quest’anno, il nostro omaggio sarà reso in particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane. Tra loro, si collocano in primo luogo i dieci magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche. Le sarò perciò grato se - a mio nome - vorrà invitare alla cerimonia i famigliari dei magistrati uccisi e, assieme, i presidenti e i procuratori generali delle Corti di Appello di Genova, Milano, Salerno e Roma, vertici distrettuali degli uffici presso i quali prestavano la loro opera Emilio Alessandrini, Mario Amato, Fedele Calvosa, Francesco Coco, Guido Galli, Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Vittorio Occorsio, Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione”.
“La scelta che oggi annunciamo per il prossimo Giorno della Memoria costituisce anche una risposta all’ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta “Associazione dalla parte della democrazia”, per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo. Quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non. Essa indica, inoltre, come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull’ amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti”.
Giorgio Napolitano

estratto da "Repubblica" del 20.04.2011