giovedì 13 marzo 2008

UNIVERSALISMO RELIGIOSO 3


Baganmyo (Birmania): "Luogo dell'universalismo religioso"




La protesta dei monaci Birmani contro la dittatura dei generali, repressa nel sangue.


UNIVERSALISMO RELIGIOSO 2




Monastero di Sera (Lasha-Tibet): "Luogo di universalismo religioso"


Il Dalai Lama, il capo spirituale dei buddisti tibetani, ha denunciato «le inimmaginabili ed enormi» violazioni dei diritti dell’uomo commessi dalla Cina in Tibet. «La repressione aumenta fino a raggiungere enormi e inimmaginabili violazioni dei diritti dell’uomo, fino alla negazione della libertà religiosa e alla politicizzazione delle questioni religiose», ha dichiarato il Dalai Lama dal suo esilio a Dharamsala, nel nord dell’India, dove si è rifugiato da 49 anni esatti, dopo essere fuggito dal Tibet occupato dai cinesi.

UNIVERSALISMO RELIGIOSO 1


La Certosa di Farneta (Lucca-Toscana-Italia) : un "Luogo di universalismo religioso"
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“Seppure in modo assai eterogeneo, le grandi visioni religiose rinviano tutte ad alcuni significati universali” (A.Lo Presti).
“Nel 1993, l’Assemblea delle religioni mondiali ha approvato una “Dichiarazione per un’etica mondiale” nella quale si menziona un tratto universale di tutte le grandi prospettive religiose noto come “REGOLA D’ORO”: In sostanza, è presente in tutti i sistemi l’idea che l’altro, il prossimo, va trattato come se fosse un altro me.
Commenta il teologo Piero Coda: “Per tutti (…) vivere la regola d’oro significa porre la premessa indispensabile perché cadano le barriere pregiudiziali; (…) non si tratta di astratto o utopico idealismo irenico (come non vedere la carica di violenza di cui possono essere portatrici e strumenti le tradizioni religiose?), ma di saper scoprire e far sbocciare, appunto, quest’intrinseca innervatura e vocazione in ogni caso in esse presenti”.
Legittimamente, è possibile rivolgersi la domanda se quanto di comune c’è in tutte le grandi religioni non possa avere pretesa di indicare il percorso storico che l’umanità sta compiendo, in ordine ad una crescente condivisione degli spazi e delle esperienze. A qualificare questi processi sono denominazioni e discipline differenti, per cui spesso si ricorre ai concetti di relazione, di cooperazione, di solidarietà, di interazione, e altri.
Rimane la sostanza di un divenire dell’umanità non più intesa quale mera attribuzione zoologica, ma categoria viva che racconta di una ricerca incessante di unità nelle plurali forme di espressione che in essa convivono.

venerdì 7 marzo 2008

CEMENTO A S.ANNA

Il Comitato “Parco di S.Anna”

informa gli abitanti di Lucca in merito alla costruzione prevista nell’area verde (67.000mq) compresa fra via Einaudi e via del Bozzo.

300 appartamenti in 8 palazzi di 7 piani ciascuno • (tutti con ingresso e uscita da via del Bozzo, previsto un incremento di 600/800 macchine al giorno)

un albergo di 7 piani •

un megacentro commerciale multidirezionale • (di propor­zioni gigantesche)

un secondo centro commerciale di dimensioni più ridotte •

un edificio per multisala cinematografica•

un distributore di carburante • (che comporterà la chiusura del pozzo d’acqua potabile al quale sono allacciate le abitazioni della zona.)

Questo mega-progetto, se verrà realizzato, por­terà ad uno smisurato incremento del traffico in una zona già fortemente ingolfata.

A ciò si aggiunga la prevista realizzazione della strada che dal Brennero convoglierà in via Einaudi i 700 e oltre camion che giornalmente transitano per Via Sa­licchi, e il centro di smistamento merci, già costruito prima del cavalcaferrovia che porta alle Autostrade, che prevede la bellezza di oltre 5000 mezzi a settima­na: sarà paralisi totale.

Tutto ciò comporterà la perdita definitiva dell’area verde per non parlare dell’inquinamento acustico e da polveri sottili (PM10). Se poi i palazzi saranno costruiti di sette piani, sarà un precedente che darà il via libera per tutta la piana, così che dalla passeggiata unica al mondo “le Mura di Lucca” fra qualche anno non vedremo più le colline che circondano la nostra bella città, ma una nuova cinta muraria di cemento.

Adesso crediamo sia giunto il momento di agire in concreto. Chiediamo a tutti i politici che hanno accol­to le nostre richieste, di esprimersi in Consiglio Co­munale per un drastico ridimensionamento del pro­getto, almeno il 50%, tenendo conto che il progetto adottato dal commissario straordinario non rispetta nel modo più assoluto la quantità di verde pubblico indicata nella scheda grafica del regolamento urba­nistico (PN5).

Chiediamo inoltre la stesura di un nuovo piano regolatore che impedisca questi scempi in fu­turo e sancisca il rispetto del territorio ridise­gnando il progetto di una città a misura d’uomo quale Lucca è sempre stata.

Ci rivolgiamo a tutte le persone che hanno a cuore la nostra città
contattateci: più siamo più contiamo
non pensiamo sempre “tanto non c’è niente da fare”, perchè non è vero e i fatti lo dimostra­no. Se siamo numerosi e uniti abbiamo concrete possibilità di ottenere dei risultati per noi e per i nostri figli.

Questo progetto enorme deve ancora esse­re approvato definitivamente dal Consiglio Comunale!
Aiutiamoli a decidere per la salvaguardia dell’ ambiente e la salute dei cittadini.

Il Comitato.
e-mail
comitato.parco.s.anna@tele2.it Blog
http://comitatoparcosanna.spaces.live.com

giovedì 6 marzo 2008

DUE ORE DI LUCIDITA'. NOAM CHOMSKY.

Noam Chomsky è un linguista americano, professore al Massachusetts Institute Tecnology. Considerato un “agitatore” politico, noto come “libertario” e “radicale”.
Ha sviluppato idee come queste:

- “ Più un gruppo è potente e più promuove uomini politici asserviti ai propri interessi”

-
“ La cosiddetta oggettività dei commenti sociali – servizi televisivi, analisi politiche, notizie flash alla radio – nascondono presupposti e principi ideologici che crollano non appena vengono snascherati”

- “
Non bisogna credere alle idee preconfezionate e a qualcuno sulla parola. Non bisogna dare niente per scontato. Occorre verificare, riflettere. Pensare con criteri propri, liberarsi da quanto già si sa. Non voglio portare la gente a credermi, non più di quanto vorrei che seguisse la linea del partito, o quelli che vado denunciando: autorità universitarie, media, propagandisti confessi o meno dello Stato. Parlando e scrivendo cerco di mostrare ciò che credo vero: basta un po’ d’impegno e usare l’intelligenza per per imparare molte cose su quello che il mondo politico e sociale ci nascondono. Ho la sensazione di aver ottenuto qualcosa quando la gente accetta la sfida e decide di imparare da se”

-
“La massa viene sviata verso mete inoffensive grazie ad una gigantesca propaganda orchestrata e animata dalla comunità del bisness che investe enormi capitali ed energie per convertire la gente in consumatori atomizzati – isolati gli uni dagli altri, senza la minima idea di quella che potrebbe essere una vita decente – e in docili strumenti di produzione. L’obiettivo che viene perseguito è lo schiacciamento dei sentimenti umani comuni, incompatibili con un’ideologia al sevizio dei privilegi e del potere, che celebra nel profitto individuale il valore supremo”

Noam Chomsky con mente libera, impertinente e pertinente, esprime le sue riflessioni su qualunque argomento, per esempio – sul potere dei banchieri – sull’eccessiva autonomia delle banche centrali – sull’oligarchia finanziaria ed economica – sull’interesse economico nel privilegiare la guerra rispetto alla diplomazia, sul terrorismo americano, sul ruolo nuovo e strategie occulte delle multinazionali – sui codici mediatici usati a fini propagandistici – sul ruolo degli intellettuali nella democrazia –sul bisogno vitale di tenersi informati -

Le sue riflessioni combattono tantissimi luoghi comuni e rendono più libere le persone

mercoledì 5 marzo 2008

"LOTTO ZERO" : CI RISIAMO !!!


IL RISCHIO E’ CHE
NON AVENDO ANCORA RISOLTO IL PROBLEMA INFRASTRUTTURALE LUCCHESE
CON IL PdL AL GOVERNO

VENGA TIRATO FUORI DAL CASSETTO
( DOVE L’EX CENTRO SINISTRA L’ HA DEPOSITATO)
IL “LOTTO ZERO”

COMUNE E PROVINCIA
NON AVREBBERO VOCE IN CAPITOLO NELLA QUESTIONE


POICHE’ IL PROGETTO SAREBBE CONSIDERATO STRATEGICO E BLINDATO DALLA SOPRAVVISSUTA LEGGE OBIETTIVO ( LUNARDI )

LA REGIONE HA PERSO IL RICORSO CONTRO IL PROGETTO DI SISTEMA TANGENZIALE LUCCHESE COSI’ COME PRESENTATO DALL’EX GOVERNO BERLUSCONI

LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE PERA
NON SONO QUINDI UNA “ BOUTADE “

LE PROMESSE DI FAVILLA
NON BASTEREBBERO A FERMARE L’INTERVENTO VOLUTO DALL’EVENTUALE PROSSIMO GOVERNO DEL PdL, IN GRADO DI DECIDERE AUTONOMAMENTE DAGLI ENTI LOCALI.

martedì 4 marzo 2008

APPELLO DI ALEX ZANOTELLI PER IL GIORNALISTA PAOLO BARNARD

Rimango esterrefatto per quanto è avvenuto al giornalista Paolo Barnard abbandonato a sé stesso dalla RAI e dalla stessa Milena Gabanelli, la conduttrice di Report.Ho sempre ammirato il lavoro giornalistico di Paolo Barnard. Penso che le sue puntate su Report siano le più belle del giornalismo italiano.Ora Paolo Barnard è stato portato in tribunale per la puntata ( "Little Pharma & Big Pharma ") del 11/10/2001 e ripetuta, su richiesta del pubblico, il 15 /02/ 2003. Per quella inchiesta la RAI e la Gabanelli furono citati in giudizio il 16/11/2004. Nonostante le assicurazioni da parte della RAI, Paolo Barnard è ora abbandonato al suo destino.Questo è un comportamento a dir poco criminoso. E questo non solo perché tocca a Paolo Barnard , ma perché vengono così messi a tacere tanti giornalisti che troveranno così sempre più difficile fare giornalismo serio.So che sempre più telegiornali sia della Rai che di Berlusconi escono con notizie decurtate dagli uffici Affari Legali delle rispettive aziende.Questo anche per la stampa e radio. Chiedo che gli editori difendano i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e che si impegnino a togliere le clausole di manleva dai contratti che gli stessi giornalisti sono obbligati a firmare. Questo bavaglio ha e avrà sempre più potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o Tv. Questa è una lotta per la libertà di stampa , colonna portante di qualsiasi democrazia. Alex Zanotelli

COMMENTO DI GHERARDO COLOMBO SU CENSURA LEGALE.
Ho seguito con attenzione il dibattito Barnard - Gabanelli sui limiti della tutela legale che la RAI garantisce ai propri collaboratori. Non voglio entrare nel merito della vicenda specifica, che del restoè stata rappresentata attraverso il contraddittorio dei due protagonisti in modo che ciascuno è in grado di farsene un'opinione, e ciò a prescinder e dal giudizio del Tribunale di Roma sulla lesività o meno del contenuto dell'inchiesta nei confronti di chi se n'è sentito offeso.Ma mi interessa molto il problema che dalle dichiarazioni di entrambi i giornalisti sembra affiorare: quello della censura indiretta verso l'informazione, magari approfondita e veridica, ma proprio per questo spesso scomoda, che si attua semplicemente utilizzando il timore dei giornalisti di essere non tanto chiamati a rispondere della correttezza del loro lavoro, ma costretti a sostenere da soli tutte le speselegali a ciò necessarie, trovandosi magari paradossalmente contrapposti allo stesso ente che liberamente si è avvalso dei loro reportages. Emerge che questa censura non ha bisogno neppure di dichiarazioni o di dinieghi, perchè si maschera dietro un meccanismo legale capace di far leva sul timore delle conseguenze personali e familiari che un'inchiesta o un reportage può innescare; si avvale più o meno consapevolmentedi autolimitazioni, del buon senso che spinge soprattutto chi tiene famiglia a chiedersi se ne valga la pena.Mi viene in mente che ad analoghi risultati in termini di carenza di completezza e libertà di informazione può condurre il diffuso precariato anche nel mondo giornalistico.Mi chiedo se stante la centralità del ruolo dell'informazione per l'effettività di una società democratica, dove la chiave del potere di scegliere sta nella nella reale possibilità di conoscere, non sia il momento di dare statura costituzionale a regole essenziali che garantiscano l'indipendenza dell'informazione, che mi pare sia divenuta, con l'esplosione dei mass media, una guarentigia non meno importante di quella dell'ordine giudiziario, perchè è pur sempre di controllo dell'esercizio del potere nelle sue più varie forme di espressione che si tratta.Forse la migliore risposta al dibattito in atto tra due persone molto stimate nella società civile, e alle domande che in molti si sono sollevate, sarebbe un approfondimento propio televisivo del tema, una riflessione sincera su quanto il motivato timore dei singoli, stanti le regole del sistema, finisce per pesare sulla dose di verità e completezza dell'informazione RAI; e non solo. Gherardo Colombo