
lunedì 22 settembre 2008
domenica 14 settembre 2008
QUESTA VOLTA FINI LA RACCONTA GIUSTA!
(Da Il Corriere del 13.09.2008)
IL MONITO DOPO LE POLEMICHE dei giorni scorsi PER LE FRASI DI ALEMANNO E LA RUSSA
«La destra si riconosca nell'antifascismo»
«La destra si riconosca nell'antifascismo»
Parlando ai giovani di An Fini striglia i suoi: «A Salò avevano torto, impossibile equiparare pro e contro»«I - resistenti stavano dalla parte giusta, i repubblichini dalla parte sbagliata. È doveroso dire che, se non è in discussione la buonafede, non si può equiparare chi stava da una parte e combatteva per una causa giusta di uguaglianza e libertà e chi, fatta salva la buonafede, stava dalla parte sbagliata». Il presidente della Camera Gianfranco Fini approfitta della festa dei giovani di An a Roma per prende posizione dopo le polemiche scatenate nei giorni scorsi dal ministro Ignazio La Russa e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, su Salò e sulle leggi razziali. «La destra - ribadisce Fini - deve ribadire in ogni circostanza questi concetti, proprio per superare il passato, non per archiviarlo, ma per costruire una memoria che consenta al nostro popolo di andare avanti».
DEMOCRAZIA E ANTIFASCISMO - «Chi è democratico cioè si riconosce nei valori della libertà, dell'uguaglianza e della giustizia sociale è antifascista, ma non tutti gli antifascisti in Italia erano democratici». È il ragionamento dal quale il presidente della Camera parte, dal palco della festa dei giovani di An, per affrontare le polemiche che hanno coinvolto esponenti di spicco del suo partito sul fascismo. «Sono convinto non da oggi - spiega Fini - che la destra italiana debba senza ambiguità e reticenze dire che si riconosce in alcuni valori certamente presenti nella Costituzione: la libertà, l'uguaglianza e la giustizia sociale. Valori che hanno guidato e ancora guidano il cammino della destra e che sono valori di ogni democrazia e che a pieno titolo sono antifascisti». Se quindi, spiega Fini, che invita a «ripartire dalle tesi di Fiuggi», la destra italiana «ha la lucidità e la determinazione di ribadire che si riconosce in questi valori che sono nel pantheon dell'antifascismo, ecco se lo fa rende più agevole un'operazione culturale di ripristino di una verità qualche volta negata». Se i valori democratici sono antifascisti è anche vero che «non tutti gli antifascisti erano democratici perchè chi aveva come modello l'Urss di Stalin era a pieno titolo antifascista ma non a pieno titolo un democratico».
FASCISMO E SESSANTOTTO - Parlando alla festa dei giovani di An, Fini ha aggiunto che sul fascismo «il giudizio della destra deve essere negativo in ragione della limitazione della libertà» di quel regime. «Non possiamo negare la storia - ha aggiunto - e il fascismo fu una dittatura che negò alcune libertà fondamentali». Dal presidente della Camera anche un accenno al Sessantotto. sbagliato dire che rappresentò la stagione della libertà». Il leader di An ha ammesso che il '68 «ha tolto tante ragnatele, archiviato una stagione che sa tanto di muffa. Merito o colpa del 68? Non mi appassiona il discorso. Di certo fu negativo lo slogan "vietato vietare". Il '68 aveva fatto degenerare il valore della libertà in licenza, anarchia, assenza di regole. Fu una forma colossale per esprimere la propria imbecillità. Non c'è la libertà se non c'è una regola, se non c'è un'autorità». Dove ha fallito il '68, secondo Fini? «Nel pensare a un mondo utopico dove ci fosse la libertà senza il principio di autorità». VELTRONI: «UN PASSO AVANTI» - Per Walter Veltroni le parole di Gianfranco Fini rappresentano "un grande passo avanti", ma rientrano in una "evoluzione personale" del presidente della Camera. Non lo stesso si può dire, secondo il leader del Pd, per "alcuni autorevoli esponenti del suo partito. Sono convinto che La Russa e Gianni Alemanno pensano realmente quello che hanno detto sul fascismo».
ALEMANNO: «CASO CHIUSO - Il vertice di An non può non ritrovarsi nelle parole di Gianfranco Fini sull’antifascismo. Parole che chiudono le polemiche dei giorni scorsi. Il riconoscimento arriva proprio da uno dei protagonisti del "caso", il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Le dichiarazioni del presidente Fini sulla condanna storica del fascismo - detta Alemanno in una nota - chiudono definitivamente le polemiche di questi giorni: tutto il gruppo dirigente di Alleanza Nazionale, compreso il sottoscritto, ha elaborato le Tesi di Fiuggi, ha guidato il Partito in questi anni e quindi non può non ritrovarsi in questo percorso e in queste dichiarazioni».
venerdì 12 settembre 2008
LA MANOMISSIONE DELLA VERITA’ SULL’ECCIDIO DI S.ANNA DI STAZZEMA
L'Istituto Storico della Resistenza di Lucca, critica Spike Lee.
ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA E DELL’ETA’ CONTEMPORANEA IN PROVINCIA DI LUCCA
Lucca, 14 Novembre 2007
L’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Lucca in relazione alle polemiche nate intorno al film di Spike Lee sull’eccidio di S. Anna di Stazzema ritiene necessario intervenire per chiarire i fatti e le circostanze “storiche” nonché il ruolo ed i compiti di chi si occupa di avvenimenti di tale portata. E in verità il discorso si può articolare solo su due piani ben distinti: o la narrazione è “fedele” con connessa ricostruzione storica documentata, o è cosiddetta “fiction”, senza vincoli di “fedeltà”. Questa seconda interpretazione della vicenda storica non può e non deve travalicare i limiti “storici” della stessa, perché ne rappresenterebbe lo snaturamento, ed è quindi opportuno ed anzi necessario che non venga contrabbandata come ispirata a quel fatto storico, altrimenti questo scade nella completa banalità. Pertanto se Spike Lee intende seguire la via della fiction, per liberarsi dei vincoli “storici” da rispettare, sappia che sta percorrendo un itinerario errato, non condivisibile soprattutto da parte dell’Istituto storico della Resistenza, che è il depositario legittimo della memoria di quegli eventi e, soprattutto, della loro completa documentazione. Il Direttore dell’Istituto ha tentato ripetutamente di prendere contatti con il regista tramite ricerca condotta anche attraverso il Consolato statunitense di Firenze e l’Ambasciata di Roma che ha anche fornito l’indirizzo della casa cinematografica; egli ha cercato Spike Lee anche nei luoghi dove avvenivano le riprese dei film, intendendo mettere a sua disposizione tutta la documentazione sull’eccidio e sull’attività della 92° Divisione “Buffalo”, che operò in Garfagnana e in Versilia negli anni 1944-45 dopo la sua formazione. Da parte del regista non c’è stata nessuna risposta nemmeno per posta elettronica. Questo fatto acclarato è spiacevole e stupefacente, tanto più che Spike Lee è risultato presente in altre sedi istituzionali. Altresì sorprendente, a questo punto, appare la dichiarazione del Sindaco di Stazzema Silicani, che ha confuso i fatti storici e la ricostruzione tipo “fiction”, compiacendosi dell’opportunità creata dal film, come se la notorietà conseguente fosse in sé e per sé positiva: il romanzo d’appendice è diverso dalla narrazione storica. Non è certo questo il modo di onorare le vittime della strage che, per inciso, furono non 560 ma 363, come acquisito e sancito dal Tribunale Militare di La Spezia nel 2005.
Il Presidente Il Direttore Prof. Berto Corbellini Andreotti Geom. Lilio Giannecchini
giovedì 11 settembre 2008
IL RITORNO DEL PRINCIPE.3
( Chiare Lettere / Lodato-Scarpinato )
“ Mentre in altri paesi europei la criminalità non fa “storia”, riguardando solo le fasccie meno integrate e acculturate della società, in Italia la storia nazionale è inestricabilmente intrecciata con quella della criminalità di settori significativi della sua classe dirigente…..Questa criminalità dei potenti si è declinata dall’Unità d’Italia a oggi su tre versanti:
- la corruzione sistemica
“ Mentre in altri paesi europei la criminalità non fa “storia”, riguardando solo le fasccie meno integrate e acculturate della società, in Italia la storia nazionale è inestricabilmente intrecciata con quella della criminalità di settori significativi della sua classe dirigente…..Questa criminalità dei potenti si è declinata dall’Unità d’Italia a oggi su tre versanti:
- la corruzione sistemica
- le mafie
- lo stragismo per fini politici
La questione criminale dunque in Italia è inscindibile da quelle dello Stato e della democrazia.
Nei periodi di trend economici positivi, i guasti prodotti dalla criminalità dei potenti vengono metabolizzati e riassorbiti.
Nei periodi, come quello attuale, segnati da un trend negativo, l’operare di tale criminalità comporta invece costi globali complessivi tanto onerosi da non essere sopportabili alla lunga dal Paese”.
- lo stragismo per fini politici
La questione criminale dunque in Italia è inscindibile da quelle dello Stato e della democrazia.
Nei periodi di trend economici positivi, i guasti prodotti dalla criminalità dei potenti vengono metabolizzati e riassorbiti.
Nei periodi, come quello attuale, segnati da un trend negativo, l’operare di tale criminalità comporta invece costi globali complessivi tanto onerosi da non essere sopportabili alla lunga dal Paese”.
IL RITORNO DEL PRINCIPE.2
( da: Chiare Lettere / Lodato-Scarpinato )
“ Noi siamo i nostri demoni” diceva Goethe.
Scarpinato descrive i demoni del Paese, “ …quelli che hanno insanguinato la sua lunga storia e quelli che predando le sue risorse lo stanno condannando a un lento declino….il mondo degli assassini comunica attraverso mille porte girevoli con insospettabili salotti e con talune stanze ovattate del potere. Ho dovuto prendere atto che non sempre avevano volti truci e stimmate popolari. Anzi i peggiori tra loro avevano frequentato le nostre stesse scuole, potevi incontrarli nei migliori ambienti e talora potevi vederli in chiesa battendosi il petto accanto a quelli che avevano già condannato a morte.”
“ Noi siamo i nostri demoni” diceva Goethe.
Scarpinato descrive i demoni del Paese, “ …quelli che hanno insanguinato la sua lunga storia e quelli che predando le sue risorse lo stanno condannando a un lento declino….il mondo degli assassini comunica attraverso mille porte girevoli con insospettabili salotti e con talune stanze ovattate del potere. Ho dovuto prendere atto che non sempre avevano volti truci e stimmate popolari. Anzi i peggiori tra loro avevano frequentato le nostre stesse scuole, potevi incontrarli nei migliori ambienti e talora potevi vederli in chiesa battendosi il petto accanto a quelli che avevano già condannato a morte.”
IL RITORNO DEL PRINCIPE. 1
( da: Chiare Lettere / Lodato-Scarpinato )
….” La cultura e il metodo mafioso ogni giorno di più diventano prassi diffusa…..una componente della normalità italiana. Il Principe è tornato a cavalcare la storia ed è in forma smagliante”.
“La corruzione si profila come una componente organica della politica italiana” .
“Ora si aggiungerà la prova che i grossi delinguenti in Italia, oltre a essere assolti, possono con i milioni rubati far processare coloro che li avevano denunciati e messi in carcere” (Giovanni Giolitti, dopo il processo per lo scandalo per la banca Romana, 1894, in cui tutti gli imputati furono assolti ).
“Nella politica italiana il punto fondamentale nonb è che tu devi esser capace di ricattare, è che tu devi essere ricattabile” (Giuliano ferrara ).
“ Dopo l’inizio del processo ad Andreotti, la Rai fu autorizzata a riprendere tutte le udienze. Dopo le prime due trasmissioni, che avevano registrato un’audience molto elevata, la programmazione fu cancellata”
“Il pizzo, più che come un costo di impresa, viene da tanti considerato una partita di giro contabile, come l’IVA”
Nel tempo ho compreso che quello degli assassini è spesso il fuori scena del mondo in cui tanti sepolcri imbiancati si mettono in scena”.
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