venerdì 3 ottobre 2008

LA VERITA' NEGATA NELLA SCIA DI UN REVISIONISMO IMPOSSIBILE

Miracolo a Sant'Anna Spike Lee, quanti errori
Come perdere la bussola al cospetto della Storia

di PAOLO MEREGHETTI
(DAL CORRIERE DEL 03.10.'08)
"Fa impressione pensare che prima di Miracolo a Sant'Anna, Spike Lee aveva firmato un capolavoro come When the Levees Broke («Quando si sono rotti gli argini», visto a Venezia 2006 e poi di notte in Rai). Fa impressione perché quello che non funziona nella ricostruzione romanzata dei combattimenti in Toscana intorno alla Linea gotica, nel 1944, è proprio quello che faceva la bellezza e il fascino del documentario su New Orleans devastata dall'uragano Katrina: il rispetto delle persone, delle cose, della realtà.
Possibile che un regista capace di restituire l'intensità e la disperazione così autentica e toccante delle persone sconvolte dal disastro meteorologico possa sembrare così falso e retorico quando racconta le persone alle prese con la guerra?".......
......"Il problema, allora, non è tanto che — a sentire il romanzo e poi il film — la strage di 560 civili a Sant'Anna di Stazzema sarebbe stata la reazione «emotiva» alla mancata consegna da parte di un partigiano traditore del suo capo, quanto il fatto che tutti — americani, nazisti, partigiani e civili — sembrano muoversi secondo le regole del dramma dei pupi o delle marionette (enfatiche, schematiche, monocordi) e non rispondendo invece a una qualche logica di realismo o di verosimiglianza.
Nessuno mette in dubbio che nell'esercito americano il razzismo non fosse diverso da quello che i neri subivano negli Stati del Sud, o che anche tra i partigiani ci potessero essere dei traditori, o che non tutti i nazisti fossero aguzzini assetati di sangue o ancora che gli italiani non sempre si comportassero al meglio, ma da un regista come Spike Lee ci saremmo attesi un po' meno qualunquismo e pressappochismo, psicologie meno schematiche, comportamenti più credibili. E soprattutto un finale (alle Bahamas!) meno bamboccesco e gratuito".

UNIVERSITA' E RICERCA MARGINALIZZATE

Appello
ai magnifici Rettori delle Università italiane
I sottoscritti docenti di varie Facoltà e Università italiane protestano vibratamente contro i recenti provvedimenti governativi varati con la Legge 133 del 6 agosto 2008.
Come già hanno denunciato molti Dipartimenti, Facoltà, gruppi di docenti, si tratta di misure che sottraggono risorse alla ricerca, riducono il personale docente e amministrativo, restringono lo spazio vitale dell'Università sancendone l'emarginazione irreversibile nella vita del Paese.
La riduzione al 20% del turnover delle unità del personale non significa soltanto uno sfoltimento senza precedenti di tante discipline specialistiche in cui la cultura italiana primeggia nel mondo.
È tutto il processo di rinnovamento del corpo docente italiano - gravato da una anzianità elevata - ad essere compromesso per i decenni a venire.
A tanti nostri valentissimi giovani l'avvenire nella ricerca e nell'insegnamento viene definitivamente precluso.
Il principio della convertibilità della Università in fondazioni private - sancito dall'art. 16 della Legge - costituisce senza dubbio il più grave attacco mai condotto contro l'autonomia e il futuro stesso dell'Università italiana.
Non viene soltanto auspicata la ritirata dello Stato dalle sue funzioni storiche nel garantire la formazione superiore e la riproduzione delle sue classi dirigenti.
È un progetto velleitario, imitazione tardiva di una stagione ideologica oggi in rovina nel Paese stesso in cui essa è nata. Trasporre l'esperienza delle Università private americane in Italia - un Paese nel quale lo Stato ha dovuto sostituire il capitale di rischio per realizzare lo sviluppo industriale - significa in realtà condannare tanto le Università pubbliche che private a un sicuro destino di irrilevanza. Con quali conseguenze per la collocazione dell'Italia nell'economia- mondo attuale è facile immaginare.
I docenti qui sottoscritti chiedono pertanto ai Magnifici Rettori di raccogliere il profondo disagio e la protesta che sale dalle Università e di reagire con l'energia che la gravità della situazione richiede, bloccando l'apertura del prossimo anno accademico in tutto il Paese. Si utilizzi la data di inaugurazione per una riflessione generale sul destino delle nostre università.
Piero Bevilacqua, Università di Roma La Sapienza Mario Alcaro, Università della Calabria Raffaele Perrelli, Università della Calabria Alberto Asor Rosa, Università di Roma La Sapienza Gianni Vattimo, Università di Torino Fulvio Tessitore, Università di Napoli, Umberto Curi, Rettore Università di Padova Giovanni Polara, Università di Napoli Pietro Barcellona, Università di Catania Francesco Benigno, Università di Teramo Angelo D'Orsi, Università di Torino Claudio Natoli, Università di Cagliari Giorgio Inglese,
Università di Roma La Sapienza (2 ottobre 2008)

UN PAESE A SUO USO E CONSUMO

Il potere oltre le regole
( SINTESI TRATTA DA REPUBBLICA DEL 03.10.’08)
di MASSIMO GIANNINI
“…Berlusconi, ancora una volta, cavalca l'onda dell'antipolitica.E da "uomo del fare" che combatte i "parrucconi", ha capito ciò che i governati sfiduciati chiedono ai governanti delegittimati: decidere, o anche solo far finta di aver deciso. È quello che il premier sta facendo, incrociando il senso comune dominante. Sui rifiuti e sull'Alitalia, sui rom e sulla camorra. Non conta ciò che c'è "nel" provvedimento. Conta solo che ci sia "il" provvedimento. Tutto quello che intralcia o rallenta il processo va rimosso, o quanto meno esecrato. Vale la decisione. Non c'è più spazio per la discussione e, a volte, nemmeno per la ragione. E così, oggi, pur guidando un governo del presidente e comandando una maggioranza di 162 tra deputati e senatori, il Cavaliere si permette il lusso di additare proprio il Parlamento come il luogo della "non decisione". L'attacco al potere legislativo è una mossa ad effetto, che può far presa nella gente. Ma è una scelta grave. Lo è dal punto di vista politico. Anche il Parlamento, per lo più ridotto a "votificio", necessita di riforme. Ma queste riforme non può imporle a forza il capo dell'esecutivo, a colpi di decreti legge e di fiducia.”….” Il Cavaliere ha fretta di chiudere la Seconda Repubblica e di inaugurare, se serve anche nel fuoco della battaglia, una Terza Repubblica tagliata ancora una volta a misura della sua biografia personale. E colpisce che, di questa trama palese, le anime belle della sedicente "cultura liberale" non vedano i fili. Se Veltroni, per aver accostato il premier a Putin, è accusato di essere ancora prigioniero della "vecchia narrazione" di un centrosinistra tenuto insieme solo dal cemento dell'anti-berlusconismo, di quale "nuova narrazione" sarebbe invece interprete Berlusconi, che ritorna in guerra contro i suoi soliti fantasmi, umilia il Parlamento, svalorizza il Capo dello Stato, minaccia la Corte costituzionale? La vera "cifra" del nuovo berlusconismo, micidiale miscela di cesarismo regressivo e di populismo deliberativo, è racchiusa in un mirabile enunciato di Giuliano Ferrara, il suo più brillante esegeta: "La democrazia, alla fine, non è expertise, ma è solo consenso". In questi tempi difficili è una verità agghiacciante.
Ma purtroppo è esattamente così che Berlusconi sta riducendo la nostra democrazia”.

martedì 30 settembre 2008

LE MANI IN TASCA AGLI ITALIANI -1-

Chi paga i debiti dell' ALITALIA?
Gli italiani li pagano!
Con un semplice decreto si svuotano le loro tasche, secondo il principio che si socializzano i costi e si privatizzano i profitti, con l'obiettivo di arricchire, oggi, i prota
gonisti dei salotti buoni e ieri, la casta dei politici.

Ma la SANTANCHE' non aveva detto che non gliela dava?

Così titolava il Corriere alcuni giorni fa:

Daniela Santanché: «Mi dimetto da portavoce de La Destra»
Con lei una cinquantina di dirigenti del partito convinti della necessità di una collaborazione con il Pdl.
STORACE: «FACCIA QUELLO CHE VUOLE MA CE LO FACCIA SAPERE»

lunedì 22 settembre 2008

FESTA DEL CREATO

Sopra il Vescovo Italo Castellani tra i gazebo della manifestazione








La Diocesi di Lucca celebra la Festa del Creato 21 settembre 2008 dalle ore 15 Parco Fluviale-Terrazza Petroni – Monte S. Quirico (Lu) Per la prima volta la nostra Diocesi – accogliendo quanto proposto dalla Conferenza episcopale Italiana – quest’anno celebra ufficialmente la Festa del Creato, secondo le indicazioni delle Chiese Europee. L’evento vorrebbe diventare un appuntamento fisso del settembre per recuperare, al ritorno dalla pausa estiva, il senso di gratitudine a Dio per il mondo che ci ha donato e chiedere perdono per i tanti errori che commettiamo nel prendercene cura. Si tratterà quindi di un’occasione di riflessione comunitaria e presa di consapevolezza della nostra responsabilità di credenti, tramite un momento celebrativo vissuto in un contesto di “festa”. Poiché insieme condividiamo quest’unica Terra, si tratterà di un momento vissuto in un contesto ecumenico, sono infatti coinvolte anche la Chiesa Valdese e Ortodossa. La manifestazione quest’anno proporrà questo tema: “punto a capo – una nuova sobrietà per abitare la terra” e si svolgerà dalle ore 15 presso il Parco Fluviale, Terrazza Petroni, monte S. Quirico. Oltre ad una tavola rotonda sul tema della corresponsabilità nella salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo ed una celebrazione condivisa con i fratelli protestanti e ortodossi, i partecipanti avranno la possibilità di informarsi e riflettere su vari aspetti che riguardano il nostro rapporto con la terra e le cose, come anche sulle buone pratiche quotidiane che ciascuno come singolo e come membro di una comunità può mettere in atto. Ci saranno infatti stand informativi, piccoli laboratori del saper fare, allestimenti teatrali e animazione per i bambini, in collaborazione con le associazioni del territorio. Invitiamo a porre attenzione a questa iniziativa che ci richiama a responsabilità nuove ed essenziali perché davvero i territori e le relazioni che viviamo diventino luoghi che raccontano agli uomini il Vangelo.
Materiale informativo disponibile
le iniziative possibili
spunti per omelie dal 7 al 28 settembre
depliant con il programma della giornata
Una nuova sobrietà per abitare la terra delle Commissioni episcopali per i problemi sociali e il lavoro e quella per l'ecumenismo ed il dialogo.
il manifesto dell'iniziativa
Fare progetto culturale. Temi e percorsi sulla questione dell'uomo e della verità
Documento gruppo MEIC Lucca
Appunti congresso Meic
Traccia ambiente e salvaguardia del creato Meic

Associazioni partecipanti
Bilanci di giustizia
Gruppi di acquisto solidale
Cooperativa Ri-Diamo
Scuola per la Pace della Provincia di Lucca
Banca Etica

Contatti
Chi volesse ricevere maggiori dettagli può informarsi presso la Caritas diocesana, sig.ra Sabrina Fausto 0583430939 – 3311144226 o terrasicura@diocesilucca.it



Il luogo dell'evento:
Terrazza Petroni,
all’ingresso del Parco Fluviale c/o il Ponte di Monte S.Quirico.


ARTE sulla magnifica spiaggia sarda di Lu Litarroni, Agosto 2008
















“Omaggio al creatore”
Claudio Pardini Cattani
immagini protette da copyright